Attentato a Quetta, Belucistan (Pakistan)

Pakistan, 93 morti in un attentato all’ospedale di Quetta

Un attacco suicida presso il reparto di pronto soccorso di un ospedale di Quetta, nella provincia del Belucistan (Pakistan), ha ucciso più di 90 persone – per il momento il bilancio è di 93 – e ne ha ferite circa 50. Sul luogo era presente un gruppo di avvocati, raccoltosi per dare l’ultimo saluto a un loro collega ucciso poco primo da un colpo di pistola.
 

 

Mohammed Omar Baloch, segretario per la sanità del Belucistan, in precedenza aveva quantizzato in 75 il numero delle vittime dell’esplosione. Il ministro dell’interno Sarfraz Bugti ha dichiarato: “L’esplosione è avvenuta dopo che un certo numero di avvocati e giornalisti si erano riuniti in ospedale a seguito della morte del presidente della Balochistan Bar Association in una sparatoria che, separatamente, era avvenuta questa mattina.”

Come accennato, gli avvocati si erano uniti dopo l’uccisione di Bilal Anwar Kasi da parte di uomini armati ancora non identificati. Egli, deceduto a causa delle ferite da armi da fuoco, in passato aveva ricoperto la carica di presidente dell’associazione degli avvocati del Belucista; è stato assassinato mentre si recava al lavoro. Dopo l’attacco, secondo il quotidiano pachistano Dawn diverse persone sono rimaste ferite nell’intento di allontanarsi dall’ospedale il più velocemente possibile. I media pachistani hanno riportato che tra i feriti ci sono anche dei giornalisti e che Shehzad Khan, cameraman di Aaj TV, è rimasto ucciso.

Ancora nessuno ha rivendicato l’episodio, ma il primo ministro del Belucistan – Sanaullah Zehri – ha tirato in ballo il possibile coinvolgimento della Indian RAW, ovvero l’intelligence indiana. Il Belucistan, che confina con Iran e Afghanistan, è una fonte di petrolio e gas naturali; la regione è attraversata dalle violenze causate dalle tensioni tra musulmani sunniti e sciiti.
 

 

“L’attacco è avvenuto all’ingresso principale del pronto soccorso”, ha dichiarato Kamal Hyder, reporter di Al-Jazeera presso Islamabad. “Risulta importante sottolineare che tutto questo è avvenuto dopo l’uccisione del presidente dell’associazione degli avvocati. Ci sono grossi interrogativi riguardo le lacune del sistema di sicurezza. Il numero di vittime è ingente e la maggior parte di loro faceva parte della sfera dei legali.”

Hyder ricorda che nell’ospedale di Quetta era già avvenuto un episodio simile, nell’anno 2010.

“Nelle prossime ore bisogna aspettarsi la rivendicazione da parte di qualche gruppo. Dopo ogni uccisione mirata a Quetta, c’è la tendenza a rafforzare le misure di sicurezza quando ci sono delle folle. Sarà ciò che gli avvocati pretenderanno.”



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