Voltumna

Quando il Metal torna alle origini

Intervista ai Voltumna

 

Disciplina Etrusca

Line up

Simone – Zilath Mekhlum, voce
Giovanni – Fulgurator, basso
Michele – Haruspex, chitarra
Bruno – Augur, batteria

Discografia

Chimera (EP), 2011
Damnatio Sacrorum, 2013 e re-released 2014
Disciplina Etrusca, 2015

Sito

www.voltumnametal.com
 

Io ed il buon Manuel incontriamo Michele (chitarra e seconda voce) e Simone (voce) nell’area lounge della Backstage. È sera, e davanti ad un paio di birre cominciamo a chiedere a questi misteriosi personaggi chi sono e da dove vengono i Voltumna.

Michele: la band parte ufficialmente nel 2009, poco dopo aver appena cominciato ognuno a dedicarci al proprio strumento; avevamo 15 o 16 anni, come nella miglior tradizione Metal (vedi Children of Bodom).
Non avevamo le idee molto chiare ma avevamo già trovato tutti i componenti per questa band, eravamo tutti compagni di liceo. Stavamo cercando dei nomi, legati all’ambiente death/black metal stile Behemoth e a quello dell’occultismo, così andando a ritroso nella nostra cultura sono usciti fuori miti e leggende riguardanti gli Etruschi. Abbiamo quindi deciso per Voltumna: la Dea del cambiamento, dei rituali della terra, la protettrice del popolo.
Siamo partiti con piccoli concerti nel 2010, mentre registravamo il primo EP, uscito nel 2011. Essendo giovani, all’inizio non è stato facile aprirsi la strada per i live, sia nella nostra regione che fuori. In quel periodo molti locali storici della scena romana iniziavano a chiudere a causa della crisi economica. Io stesso che mi occupavo del management e del booking della band ho davvero cercato di tenere duro finché nel 2012 c’è stato il primo tour in Italia, poi è uscito il primo album Damnatio Sacrorum e da lì abbiamo cominciato ad esibirci anche all’estero.
La prima uscita fuori Italia fu supportando i Neid (Grindcore) in Slovenia e poi ci siamo esibiti in Russia lo scorso anno. Durante il 2015, che è l’anno degli Etruschi, abbiamo fatto tantissimo: moltissimi concerti, è arrivato un contratto discografico per il nuovo album, siamo stati in tour in USA, abbiamo fatto da supporto a gruppi famosi nell’ambiente come Inquisition, Napalm Death, Obituary.
 

La scena underground in Italia è prolifica ma c’è carenza di strutture apposite, che tipo di locali avete girato prima di cominciare con i tour all’estero?
Michele: posso citare locali molto buoni, come il Blue Rose Saloon a Milano, il Traffic a Roma, e poi alcuni locali tra Campania e Basilicata. Ci siamo sempre divertiti, ed in particolare al sud l’accoglienza è sempre stata ottima in fatto di pubblico!
 

Parlatemi del primo EP.
Michele: uscito nel 2011, è composto da 4 brani. Questo, come tutti e 3 i nostri lavori, sono stati prodotti da noi come band indipendente, poi hanno avuto delle riedizioni con varie label. L’ultimo album uscirà a breve con una nota etichetta romana cioè Killerpool, sottolabel di Subsound Records.
 

Il lavoro dietro il booking quindi è stato tutto opera tua?
Michele: sì, diciamo che mi ci sono dedicato con molto impegno e sono molto contento dei frutti che sta dando il mio lavoro.
 

Invece cosa potete raccontarci del tour in USA?
Simone: il tour si è svolto tra fine Agosto ed inizio Settembre 2014. È andata così: durante il tour in Russia abbiamo conosciuto la band americana Skinned a cui siamo piaciuti molto, e tra noi si è instaurato un bellissimo rapporto, tanto che poi ci hanno voluti con loro anche nel tour in USA. È nata una bella amicizia, nonostante la differenza di età – si sono formati nel 1995 e sono uno dei gruppi storici appartenenti al genere brutal/death metal in America. Durante le tre settimane di tour abbiamo suonato nella East Coast e nel Mid West: Boston, Buffalo, Providence, NY, Chicago, siamo stati in Oiho, North Dakota, Sud Dakota, a Minneapolis, a Madison.
 

Che tipo di locali avete trovato?
Michele: i locali erano davvero ottimi, molto organizzati e forniti, grandi. L’ultima data poi è stata al Full Terror Assault, in Illinois… Fantastico! Era la prima edizione e come gruppi d’oltreoceano eravamo nella line up soltanto noi e i Napalm Death.
Il pubblico è rimasto molto colpito. In America hanno un approccio alla musica completamente diverso da quello europeo: puntano molto più sul tiro della canzone piuttosto che sulla melodia, infatti noi eravamo completamente diversi. Non sono abituati al black metal. La nostra musica unisce quest’ultimo al metal moderno… e direi che li ha ammaliati per bene.
 

Se appunto doveste spiegare la vostra musica a chi non la conosce…
Michele: credo che la cosa migliore sia definirla metal, anche se noi mischiamo talmente tanti sottogeneri che non saprei dare un’etichetta. In questo momento l’idea di metal nel mainstream è legata a band come Slipknot o Linking Park, ma più che altro secondo me al momento c’è una grande spaccatura tra chi generalizza e segue questi gruppi molto famosi – che in realtà metal non sono, e chi è invece troppo specifico – brutal-death metal, pornogrind, depressive-death metal: siamo andati troppo differenziando… Questo secondo me non è giusto, ci dovrebbe comunque essere un’evoluzione pur rimanendo nelle tradizioni. Noi, unendo tanti generi (ognuno di noi ascolta un sottogenere diverso), uniamo tutto ciò nei nostri brani, evitando di mettere paletti e ci definiamo Etruscan Black Metal. La gente d’altro canto ci definisce black/death metal, essendo queste le maggiori influenze, e sulla scia di artisti come Behemoth e Dissection noi cerchiamo di coniugarli.
Simone: si può dire che siamo in fase di evoluzione sul nostro sound, non ci si ferma mai.
 

Approfondiamo l’aspetto “etrusco” del vostro progetto, parlateci della filosofia dietro i Voltumna.
Michele: credo di poter dire che siamo il primo gruppo italiano che riesce ad esportare le nostre antiche origini, cosa invece molto comune negli altri paesi.
 

Non credi che ciò sia dovuto anche al fatto che qua in Italia il mainstream sia appannaggio esclusivo del pop?
Michele: certo.
 

Ma torniamo a noi, agli Etruschi e al nuovo disco…
Simone: ho cercato di parlare appunto della Disciplina Etrusca, dai Fulgurales cioè i sacerdoti che interpretavano i fulmini scesi dal cieli, del fatto stesso che questi venissero letti come messaggi degli dei, della lettura delle interiora degli animali, l’Aruspicina.
Michele: infatti Disciplina Etrusca è un concept. La parola “disciplina” non è da intendersi in senso moderno, ma era un insieme di tutte le arti e i rituali che venivano utilizzati dalla popolazione etrusca. Non c’è per loro una vera divisione tra scienza, arte e cultura, vedendo esse come un tutt’uno.
In questo senso il nostro disco vuole essere anche una critica al mondo moderno che ha privato di valore il mondo mistico mettendo in netto contrasto spiritualità e scienza, quando una vera divisione non esiste, è tutto un unico blocco che ogni persona può elaborare. Il popolo etrusco lo elaborava così, vedi gli Aruspici che erano i loro governatori e i loro sacerdoti, vedi anche la base molto “libertina” della loro cultura: la donna poteva avere molti partner e a questo proposito i Romani li accusavano di barbarie poiché non esisteva il concetto di “moglie”.
 

Che idea vi siete fatti dei vari misteri riguardanti questa popolazione?
Michele: beh, la lingua non è stata tradotta e sono andati persi quasi tutti gli scritti, la stessa Disciplina Etrusca consiste in una serie di rimanenze che comprendono scritti riguardo l’arte Fulguratoria, l’arte Aruspicina, la lettura del volo degli uccelli e poco altro.
Tante di queste pratiche divinatorie sono note soltanto attraverso leggende, attraverso quello che ne hanno scritto i romani (cfr. Cicerone, De divinazione) o tramite quello che è stato tramandato oralmente da quelle che poi sono state definite “streghe”.
Da studente di Scienze archeologiche ed Etruscologia avevo questo interesse già da prima della creazione della band, anche per le mie origini – sono nato a Sipicciano, in mezzo alle tombe si può dire, e in mezzo alla “tagliata etrusca”.
 

Cosa potete anticiparci riguardo i prossimi mesi?
Michele: siamo già in scrittura del prossimo disco, ma uscirà non prima del 2017. Ci sono tante belle news soprattutto dal punto di vista dei live, che per noi sono la prima cosa.
Ti annuncio un po’ di eventi: a febbraio saremo in Francia, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca, a marzo in Svizzera, ad inizio aprile saremo headliner al WitchFest in Sudafrica e già stiamo avendo un ottimo seguito da lì. Il 17 giugno saremo al Metalgate Fest in Repubblica Ceca, poi a Kiev al Carpatian Metal Alliance.
 

Elencatemi tre gruppi preferiti a testa.
Simone: Rhapsody of Fire, Dimmu Borgir, Devildriver.
Michele: Sepultura, Behemoth, Septicflesh.
 

Che fate nella vita?
Michele: studio Archeologia.
Simone: studio Ingegneria informatica.
Michele: comunque puntiamo a fare i musicisti nella vita e ad occuparci al 100% della band. Già questo anno abbiamo fatto circa 40 date, e la cosa più importante è che ci sia disponibilità per continuare con i tour e i concerti.
 

Ringraziando i Voltumna per la loro disponibilità, facciamo loro i nostri migliori auguri per la loro carriera!

(Federica Sciamanna)



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