Lux Rosae

Lux Rosae, da Assisi a Viterbo un messaggio di pace

Il 3 settembre rappresenta per i Viterbesi il ripetersi di una tradizione che dura da centinaia di anni. Come tutto ciò che dura da tanto tempo, anche il trasporto ha finito per evolversi e adattarsi al passare dei secoli. È così che una ricorrenza dal valore religioso ha dato poi sfogo all’estro artistico dei costruttori che si sono succeduti, ha visto cambiare il percorso a seconda di come mutava il reticolo di strade cittadino, il tutto mentre migliaia di uomini vestiti di bianco e di rosso si avvicendavano sotto il peso delle macchine. Oggi la Macchina di Santa Rosa è molto più di una manifestazione del folklore locale, perché le tradizioni non si toccano, ma per sopravvivere possono e anzi devono innovarsi.

È stato così che l’anno scorso si è unita una nuova iniziativa, e lo ha fatto senza ombra di dubbio per rimanere e per diventare anch’essa tradizione. Lo sforzo unisce, ce lo ricordano ogni anno i facchini, mossi da un intento comune, perché con cinque tonnellate sulla schiena singolarmente non riuscirebbero a muovere un passo.

Quale sforzo unisce maggiormente di quello sportivo? Lux Rosae è una fiaccola, una parte integrante della Macchina in quanto anch’essa disegnata dall’ideatore di Gloria, Raffaele Ascenzi, anch’essa ad alta tecnologia essendo stata realizzata con una stampante 3D. Ma soprattutto è una staffetta, composta da 18 persone, un numero simbolico che ricorda l’età di Santa Rosa, che si alternano sul percorso che divide un luogo sacro dalla Macchina. L’anno scorso fu San Pietro, con la fiaccola benedetta dal Papa in persona, per questa seconda edizione la staffetta partirà da Assisi. Un totale di 130 chilometri, cinquanta in più rispetto all’anno scorso, che si sposano perfettamente con i 700 metri aggiuntivi che i facchini, dopo essere giunti a piazza Verdi, percorreranno in via eccezionale lungo viale Marconi.

Gli organizzatori Rodolfo Valentino, Giuseppe Tenti, Enrico Alfonsini e Bruno Buzzi, l’anno scorso portatori della fiaccola in prima persona, seguiranno i corridori lungo tutto il percorso e cureranno tutti gli aspetti logistici affinché la fiaccola arrivi in tempo. Sono infatti ben 12 i nuovi partecipanti, tra cui il campione paraolimpico di handbike, Mauro Cratassa.

È stata scelta Assisi in quanto simbolo di pace, per porre una chiara contrapposizione ai drammatici atti di terrorismo che stanno sconvolgendo il mondo. Di comune accordo con padre Giovanni, vicario generale del Sacro Convento di Assisi, la fiaccola verrà benedetta sulla tomba di San Francesco assieme a una pianta di olivo che poi verrà piantata nel giardino del monastero di Santa Rosa. La fiaccola invece, una volta giunta a destinazione, verrà posta su un apposito supporto presente sulla macchina, che la ospiterà per tutta la durata del trasporto.

La staffetta, così come il trasporto tutto, verrà dedicata alla memoria di Nadia Benedetti, imprenditrice viterbese scomparsa tragicamente nell’attentato di Dacca.

 



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