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Quale sarà il futuro dell’intimità?

Per decine di migliaia di anni, fin dalla comparsa dell’uomo “moderno”, le relazioni interpersonali sono state condotte più o meno nello stesso modo. Certo, le abitudini sessuali umane hanno avuto dei cambiamenti nel corso del tempo, uno su tutti l’avvento della monogamia, ne abbiamo già parlato. Ma è da circa 100 anni che le cose sono cominciate a cambiare molto velocemente. L’evoluzione dei trasporti e quella delle comunicazioni sono andate di pari passo e, quasi da un giorno ad un altro, è stato possibile trovarsi in poche ore dall’altra parte del globo, fare l’amore o fare amicizia con una persona culturalmente molto diversa e poi portarsi a casa una relazione a distanza.
La scoperta di alcuni antibiotici, e la conseguente possibilità di tenere a bada molte malattie sessuali, unita all’ideazione di metodi di contraccezione più efficaci, hanno portato poi all’enorme rivoluzione sessuale degli anni ’60 e alla maniera più libera da vincoli nella quale oggi un po’ tutto il mondo vede il sesso.
Molto più recentemente, parliamo degli ultimi 15-20 anni, internet ha rivoluzionato tutti gli aspetti citati fino ad adesso. Oggi è possibile conoscere e intraprendere una relazione a distanza anche con persone che non vedremo mai, possiamo parlarci, scambiare testi, foto e idee e con questa nuova possibilità sono nati quasi da subito i primi siti di incontri, le prime chat erotiche, i siti porno e quant’altro.

L’arrivo di ciò che fino a non molto fa era fantascienza è veramente imminente e tra non molto potremmo essere circondati da elettrodomestici che ci parlano, macchine che si guidano da sole e la possibilità di recarci con semplicità nella realtà virtuale. Passerà poco tempo ancora e probabilmente il concetto di realtà virtuale, oggi possibile nella sua maggiore espressione nella forma di un paio di occhiali attraverso i quali vedere delle immagini e qualche dispositivo audio per ascoltare dei suoni, coinvolgerà anche gli altri 3 sensi rimanenti e quindi potremo toccare, assaporare e odorare una realtà che esiste solo nei codici di un software e nei circuiti di un hardware.

Come è avvenuto in precedenza con i nuovi strumenti di internet, passerà poco tempo prima che le nuove possibilità di virtualizzazione della realtà potranno essere utilizzate per virtualizzare le nostre fantasie sessuali. L’idea di robot con cui avere delle relazioni umane esiste da così tanto tempo da non rappresentare più una novità, basti pensare alla Rachel di Blade Runner o alla Ava di Ex Machina (è uscito l’anno scorso e se non lo avete ancora visto, fatelo).

Vi sto parlando del futuro dell’intimità perché di recente ho avuto il piacere di assistere a un convegno organizzato da TEDxVienna titolato proprio The future of intimacy.
Di TED già ve ne avevamo parlato, e per mia fortuna sono stato ospite, nell’incantevole Vienna proprio dell’autrice del suddetto articolo, la quale ha anche rimediato al danno di essermi scontrato, a forza di procrastinare l’acquisto, con un “tutto esaurito” rimediandomi un biglietto all’ultimo momento.

Tenutosi la sera del 6 maggio nell’atrio del MAK (museo di arte applicata), questo convegno è solo un’anticipazione di un altro più grosso che si terrà sempre a Vienna il 22 ottobre 2016.
Arriviamo verso le 18, l’entrata è già gremita di persone, ma grazie all’efficienza organizzativa (siamo pur sempre in Austria) ci vengono consegnati i pass, con il nostro nominativo già stampato sopra, una lattina che in un primo momento sembra il classico energy drink ma in realtà è tè bio, e una borsa piena di cose. Per organizzare un evento del genere, in una sede del genere (il palazzo è molto prestigioso) con un prezzo di entrata di 50 euro di certo non economico ma nemmeno esagerato visti i posti molto limitati, servono soldi, tanti soldi. Dentro la borsa c’è di tutto e di più e ,vista la necessità di tanti sponsor, si tratta di tantissimo materiale promozionale: c’è un powerbank marchiato ING (quel gruppo bancario che qua in Italia ha conto arancio e usa Clint Eastwood dei Gorillaz per farsi pubblicità), due riviste media partner, un pacco di preservativi, un singolo preservativo incollato su un cartoncino con scritto sul retro le istruzioni per l’uso e davanti delle simpatiche illustrazioni di pene e vagine e quindi accuratamente selezionati con i peni per le partecipanti e con le vagine per i partecipanti. Poi un lecca lecca, un calendario da parete in tedesco, materiale informativo vario e, sorpresa delle sorprese, una bustina con dentro un cristallo rosa. Le ipotesi più ovvie non vengono mai in mente in questi casi e, correndo con la mente, immagino di avere tra le mani un nuovo ritrovato dell’eros, un cristallo di una nuova sostanza afrodisiaca, un nuovo contraccettivo, un potente research chemical, la pillola di Limitless, per poi scoprire, leccando il cristallo, che è insapore e durissimo e che si tratta banalmente di quarzo rosa.

Dopo un po’ fa la sua comparsa il presentatore, siamo in prima fila, il palco è alto 30cm e tra noi e l’uomo di fronte a noi non ci sono più di 3 metri, se non è intimità questa.
Si presenta, è Vlad Gozman, nato in Romania ma residente a Vienna, ed è il curatore di questo convegno. Con l’ovvio intento di catturare l’attenzione dell’uditorio lancia subito una provocazione: “alzi la mano chi ha una relazione con un partner proveniente da un altro paese” alzandola lui stesso. Il primo intervento della sera, degli 8 programmati è di Wendy Williams, autrice del libro The Globalization of Love, una donna canadese residente in Austria e sposata con un austriaco. Secondo lei le coppie multiculturali hanno gli stessi problemi di quelle normali – Denaro! Sesso! Fare il bucato! – ma effettivamente il tutto va un po’ oltre e spesso i problemi sono proprio di mediazione culturale, definiti da lei problemi “GloLo” (Globalization of Love), i quali emergono soprattutto nel momento in cui crescere un figlio significa insegnargli due modi di pensare, problemi GloLo per un figlio GloLo. Dopo Wendy Williams è seguito Himanshu Giri, un apprendista psicoanalista che ha messo a confronto vari modelli di intimità, la ragazza libertina che non riesce a stabilire una relazione, il ragazzo che ha intimità solo con i videogiochi e la ragazza che leggendo un libro erotico si domanda il perché della sua relazione insoddisfacente con l’uomo che le giace accanto. Tutti e tre accomunati da una situazione che vorrebbero cambiare ma allo stesso tempo trovano rassicurante.
È seguito poi l’intervento di Dan Chen, un ingegnere, designer e provocatore. Chen ha creato dei robot caratterizzandoli con la mimica di alcuni comportamenti affettuosi: ti accarezzano, ti danno delle pacchette sulla spalla, ti toccano le mani, per poi però lasciarti con una domanda: cosa è l’intimità senza umanità? E la risposta potrebbe non essere così scontata.
 

 

Sharon Booth, una ballerina diplomata presso la prestigiosa Juilliard School di New York, insieme ad Alberto Franceschini sono le due persone centrali dell’ultimo intervento. Insieme a loro si alternano sul palco i corpi di altri ballerini, in un continuo sfiorarsi, toccarsi, abbracciarsi. È un intermezzo molto intenso che è proseguito poi nel club dedicato all’afterparty, che però è anche un po’ in contrasto con il modo maniacale con cui spesso controlliamo i nostri spazi e i nostri movimenti, attenti a non sfiorare il prossimo e con quel senso di silente imbarazzo che aleggia nell’aria stantia dei vagoni delle metropolitane del mondo nell’ora di punta.
 

Una parte del balletto
 

Lo spettacolo di danza conclude la prima parte del convegno, e possiamo tutti sgranchirci un po’ le gambe. Dopo aver mangiato e giocato con alcuni apparecchi allestiti al piano di sopra – mappature delle attività del cervello, occhiali per la realtà virtuale, chattare con “Dio” – si apre la seconda parte della serata, andando più “in profondità” per citare il discorso introduttivo di Vlad Gozman. Amy Adele Hasinoff ci parla di comunicazione digitale e principalmente di sexting e di come certe regole di educazione, quieto vivere e rispetto del prossimo che vengono date per scontate e ampiamente consigliate quando si scambiano messaggi dal contenuto erotico, per qualche motivo non vengano quasi mai contemplate nel mondo delle relazioni normali.

La seconda oratrice della seconda parte della serata è Yana Tallon-Hicks, un’educatrice sessuale americana, e il suo discorso è uno dei più interessanti di tutti, perché ci illumina sul fatto che l’educazione sessuale, carente se non totalmente assente in gran parte del mondo occidentale, ha finito per essere rimpiazzata da una soluzione fai-da-te, la pornografia. Il risultato ovviamente non è dei migliori, la vita non è un film, tantomeno un film porno.

Prima il sexting, poi l’educazione sessuale e a un certo punto arriva il turno di Toon Timmermans, un olandese molto alto, ben vestito e presentato dal programma come un pioniere della Teledildonica. Il nome del settore dice tutto, quest’uomo è il CEO di Kiiroo, un’azienda che si occupa di rendere possibile l’interazione fisica a distanza e il tutto si compone di un vibratore e di un tubo di gomma connessi tra loro telematicamente, il resto ve lo lascio all’immaginazione.
 

L'occorrente per la teledildonica

L’occorrente per la teledildonica

Molto più fantascientifica, molto più difficile da comprendere e anche molto più intrigante è l’idea di Ghislaine Boddington, ovvero la possibilità di relazioni a distanza in un mondo totalmente virtuale, tramite degli avatar, con la possibilità di sentire grazie a degli impianti che sostituiscano i nostri normali tatto, olfatto, gusto, udito e vista. È un’ipotesi ancora lontana, anche se non troppo, ma cela anche grande inquietudine nei confronti di un mondo che già con le tecnologie attuali sembra star perdendo sempre di più la connessione con la vera realtà. Ma bisogna porsi una domanda: “possiamo noi, con il giusto spirito umano, assicurarci che tutto questo porti al positivo miglioramento dell’amore?”

Il convegno si conclude, nel frattempo abbiamo conosciuto più persone, tra cui Axel viennese e sua moglie Gabriella, paraguayana, futuri genitori di un figlio GloLo! Anche io, e chi ha assistito a questo convegno con me, siamo due figli GloLo, così come tante altre persone presenti. Tornato in Italia, nel treno che mi avrebbe portato dall’aeroporto a casa, ho incontrato una coppia di signori di mezza età cileni. Erano atterrati a Parigi qualche giorno prima, per andare a trovare il figlio, sposato con una donna colombiana e padre di un figlio che crescerà mezzo cileno, mezzo colombiano in terra francese, più GloLo di così è difficile!

Gli interventi di TEDxVienna saranno a breve disponibili on-line. Per le prossime rivoluzioni della sfera virtuale/sessuale forse bisognerà aspettare ancora un po’, ma non troppo, il futuro dell’intimità è molto vicino.

 


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